Tyranny (Senza Aria)

Per qualche arcano motivo mi ero convinto che avrei avuto a che fare con un gioco nuovo, diverso, fresco.

Mi sono ritrovato con una versione brutta di Mask of the Betrayer fatta col motore di Pillars of Eternity a cui hanno tolto un po’ di contenuti e ne hanno peggiorato il combattimento (cosa di per sé eccezionale. In negativo, ma pur sempre eccezionale).

Nato vecchio, non quanto Age of Decadence ma in egual modo obsoleto, lento, stanco.

 

Dopo aver assaggiato il frutto di Bloodlines, ci si può al massimo accontentare di un The Witcher 2 o 3 qualsiasi, non di meno.

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Dragon Ball Xenoverse 2

Dragon Ball Xenoverse 1.2.

Il gioco è in sostanza lo stesso di qualche anno fa, riciclo totale del 99% degli assett compreso. C’è qualcosa da fare in più in pieno stile “MMORPG di bassa lega” ma alla fine sempre di tirare pugni in faccia a qualcuno si tratta. Lo dice persino uno dei protagonisti. Quasi come a prendersi in giro da solo, considerando che la trama è praticamente identica a quella dell’episodio precedente ma riesce a essere molto più brutta, incomprensibile e incoerente. Niente modalità nuove, niente obiettivi nuovi, è proprio tutto uguale uguale uguale. Ha persino gli stessi bug.

Qualcosa è cambiato molto: ci sono più combo ma il sistema di controllo non riesce a starci dietro in modo adeguato (e non venite a dirmi “git gud” perché sono cresciuto con Tekken e lì infilavo qualsiasi combo in qualsiasi momento). E le musiche nuove vi faranno sanguinare le orecchie dagli occhi per il naso.

 

Consigliato a chi non ne ha ancora abbastanza del primo.

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Civilization 6 (Senza aria)

Perché la mia vita deve essere una sequenza di fiducie malriposte?

Ci credevo davvero, ci volevo credere, ci ho creduto pure per qualche minuto.

Poi ho attivato il side scrolling e ho notato che non si può accedere alle minuscole iconcine in alto e a destra senza spostare la mappa per ogni dove. Questo è il livello medio di cura con cui è stato messo insieme il gioco.

Senza dubbio è il Civ con più feature presenti al lancio, il problema è che ognuna di queste è stata programmata da una persona diversa, per i fatti propri, e le mille persone che hanno lavorato non si sono mai incontrare, non hanno mai parlato, non hanno mai manco pensato di prendere un caffè insieme.

A cominciare dalla grafica, che passa tra i soli leader dalla caricatura all’untermensch finendo spesso verso quella donna in calze a rete e il petto peloso che si incontra in tangenziale dopo le dieci di sera. La mappa accecante, presa di peso da World of Warcraft, è un incubo da navigare, appena cominciano a spuntare le prime costruzioni e i primi distretti cittadini è impossibile riuscire a distinguere cosa è cosa. Problemi ulteriori nascono quando è il caso di ricostruire dopo una guerra: i builder, i nuovi worker che funzionano tre volte e poi si suicidano, non riparano i distretti, quello va fatto dal menu della città relativa, però mancando la preview delle azioni possibili quando si tiene premuto il tasto destro bisogna spostare l’omino di casella in casella, sperando turni su turni, nella speranza di beccare la cosa giusta da riparare.

Guerra? C’è tanto da dire, c’è tanto da provare, perché il computer la dichiara ogni cinque secondi, poi passa una decina di turni a spostare le truppe (quando è consuetudine di Civ4 ritrovarsi un’orda immensa sotto casa nel turno stesso in cui il computer ce la dichiara), poi comincia a implorare di fare la pace ogni due turni. Ogni due turni. Ogni. Due. Turni.

Ogni.

Due.

Turni.

Da ricordare che il secondo turno di Civ6 con una dozzina di giocatori ci mette a essere elaborato quanto uno di “A New Dawn” con una trentina abbondante e nel mezzo del medioevo. Il più breve di Civ6 fa attendere quanto il più lungo di Civ4 con uno dei mod più pesanti in giro. Complimentoni.

Dicevamo della guerra: bellissimi i casus belli e il sistema di warmongering. Ti chiama Tizio “Andiamo a picchiare Caio?”, rispondi di sì, dichiarate guerra, dopo due turni Tizio richiama “Non ti voglio più bene perché tu sei uno che fa la guerra, gne gne gne”.

Stringi i denti, tiri avanti, conquisti una città, arriva la fatidica finestra “Vuoi tenerla o distruggerla? Ma col cazzo che te la faccio vedere. No no no, devi decidere adesso, ora, in questo istante, e non puoi manco muovere la mappa in giro per cercare di capirci qualcosa a occhio, quindi o decidi o Ctrl+Alt+Del”.

Decidi di tenerla, qualcuno si avvicina con i propri evangelizzatori. Lo chiami, non puoi dirgli di non farlo, devi aspettare che lo faccia e quindi chiedergli di smetterla. Passi un turno, lo fa, gli chiedi di smetterla, lui risponde che la smetterà lo giura pure sulla testa del bambinello, passi un altro turno e te ne manda in faccia altri cinque. Gli chiedi di nuovo di smetterla, lui risponde che la smetterà lo giura pure sulla testa del bambinello, passi un altro turno e te ne mandia in faccia altri cinque.

Poi ti dichiara guerra perché sei il suo migliore amico e hai una città della sua religione. Ma poco importa perché tanto se Civ5 non sapeva giocare Civ6 ne è la versione lobotomizzata. Unità deboli con 1 punto vita rimasto che si disintegrano nell’impatto contro fortezze inespugnabili, soldati che rimangono impalati in territorio nemico e manco saccheggiano, cavalli che corrono avanti e indietro solo per prendere una pioggia di frecce… ce n’è per tutti i gusti, tranne che per il buon gusto.

L’albero delle tecnologie ha subito una sfrondata radicale, suddiviso in più parti diventa ancora più dispersivo e poco interessante, ma soprattutto separato. Tutto è sempre separato. Succedono cose e restano circoscritte a un singolo sistema. Ce ne sono tanti di questi sistemi, quasi nessuno è spiegato in modo soddisfacente, qualcuno per niente, ci ho messo una decina buona di minuti per capire che in realtà dovevo essere io ad assegnare gli envoy e come fare.

Gran parte delle informazioni è nascosta dietro icone poco comprensibili e tooltip che ci mettono mezz’ora a venire su, la sensazione che sia stato messo tutto insieme in modo molto raffazzonato arriva da subito, dalla selezione della civiltà con cui giocare, priva di una schermata propria ma da decidere da menu a tendina a metà schermo. Scomodo, grottesco pensando che per una volta le civiltà sono davvero diverse tra loro e non si è provveduto a darvi risalto, a dar modo di capirle queste differenze.

 

Per concludere: “Sogno di volare” è orrenda. Banale da sbadiglio, esageratamente rumorosa per essere il tema di un menu, distrae, irrita, e preso come brano in sé è solo un insieme di espedienti e stereotipi il cui funzionamento è riconosciuto e il cui uso è quanto più lontano dall’arte possa esistere. Questo è quanto ho pensato al primo ascolto, subito la memoria è andata a Uto Ughi che disse queste parole riferendosi ad Allevi.

Sono stato pesantemente insultato per ciò.

Poi viene fuori un’intervista a Christopher Tin in cui spiega che ha usato espedienti e stereotipi il cui funzionamento è riconosciuto.

 

 

Senza dubbio è il Civilization con più feature mai uscito. Purtroppo queste feature sono state pescate a piene mani dalle fabbriche della Dolce Euchessina, della Magnesia S.Pellegrino e del Guttalax.

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No Man’s Sky (Senza Aria)

Non mi esimo solo perché è davvero troppo grande.

 

NMS è la depressione fatta gioco.

Ripetitivo fino alla nausea, non c’è niente da fare, non invoglia né ispira a fare altro o anche solo a muoversi, appena provi a fare qualcosa ti toglie il controllo e ti obbliga a fissare il monitor per un tempo che sembra eterno, sei pienamente cosciente che non dovresti stare lì ma l’atmosfera familiare, abitudinaria, ti lascia lì immobile, incapace, paralizzato, senza voglia di vivere perché nel mondo c’è gente che fa i milioni truffando senza pietà, senza vergogna e consegnando lettere dal forte sapore di ricatto morale se provi a giudicarla, mentre tu sei lì solo con la tua depressione.

Pagata 60 euro.

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Life is Strange (Senza Aria)

Sì, lo so, arrivo tardi alla festa. Sopravviveremo.

 

I Dontnod sono dei geni assoluti. “Cosa sappiamo fare?”, “Siamo bravi sotto il lato artistico, delle puzze per il gameplay”, e allora cosa fanno? Prendono il minigioco della manipolazione della memoria di Remember Me, lo rendono protagonista e stracciano via qualsiasi altro elemento di possibile interazione. Zero gameplay, zero regole, solo REW e FFWD a oltranza finché non esce il risultato desiderato.

Un dettagliato, minuscolo mondo in cui la regia, la fotografia e le musiche sono di livello eccezionale, tutto il resto è inesistente.

Mi sta bene, hai fatto un film interattivo in cui tutto ciò che conta sono gli attori. Ma allora perché la resa grafica è avvincente come un casco di banane? Degli orribili mascheroni privi di espressività, a mala pena si riesce, con estremo sforzo, a percepire il labiale. L.A. Noire effettua minzione sul suo cranio, Bloodlines lo disintegra, Culpa Innata lo ridicolizza, persino Half-Life aveva volti più mobili ed espressivi.

Se il loro intento era di fare un videogioco, hanno quindici anni di ritardo.

Se il loro intento era di fare teen drama, hanno venticinque anni di ritardo.

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DOOM e Denuvo

Demo di Doom, che i furboni alla Bethesda non volevano nemmeno che venisse provata. Ora capisco perché: non funziona, non parte, ha enormi difficoltà. A questo serve il sistema di protezione Denuvo: a obbligare a pagare senza sapere cosa si stia prendendo.
Un rapido giro di motori di ricerca, spunta una lista dei giochi protetti da Denuvo, praticamente solo robaccia. Poi pare che abbia la tendenza a mangiare SSD.
Deja vu, ritornano i tempi dello Starforce 3. Allo stesso modo, si può fare a meno di tutto ciò che protegge chi lo usa.
Tanto di guadagnato.

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Virus Generation Episodio IV – Una Nuova Speranza

Perdendo tempo qui e là sulla rete ho scoperto dell’esistenza di Wattpad e del fatto che un grande distributore vi abbia appena attinto per pubblicare roba terribilmente orribile, e allora perché non provarci?

Virus Generation – Le generazione del virus

Sempre la solita roba è, con un paio di correzioni qui e là e alcune altre di là a venire (e so già dove e come andare a modificare, sempre saputo), però magari un minimo di potenziale visibilità, una montagna di insulti e un paio di complimenti potrebbero farmi tornare la forza di ricominciare, anche senza il dottore che mi aiutava.

‘Tacci tua dottò.

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Origin vs Humble Bundle

Ho due chiavi per Origin. Roba che o già ho altrove (Mirror’s Edge, sia in scatola che su Steam) o che non credo vorrei avere (Dead Space 3), però oh, è pur sempre qualcosa che ho ottenuto tramite i miei sudatissimi soldi.

Lancio Origin e mi dice che entrambe le chiavi sono già state usate. Riprovo, controllo, stesso risultato.

Indago su come contattare un servizio clienti qualsiasi.

 

IMPOSSIBILE.

 

Letteralmente è impossibile entrare in contatto con un qualsiasi genere di servizio clienti. C’è una specie di bug report interno di Origin ma è di sola uscita, nonostante suggerisca di conservare il codice dello smadonnamento appena mandato. C’è una specie di forum su cui al massimo rispondono altri disperati come me. C’è un numero di telefono che per mille ovvi motivi è un metodo completamente inutile per chiedere aiuto in una situazione del genere, e oltretutto a pagamento. C’è una chat online che non funziona; “waiting time: less than 5 minutes”, e dopo tre quarti d’ora sono ancora lì ad aspettare.

 

 

Poi si chiedono perché Gaben sia visto da moltissimi (me escluso) come il baluardo della salvaguardia dei consumatori.

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